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Collegio Regionale Gav Campania

Il Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Regione Campania è un Ente Pubblico a Carattere territoriale istituito con Legge dello Stato n. 6 del 2/1/1989.

La legge quadro disciplina le professioni di montagna in materia di aggiornamenti professionali, diritti, doveri, sanzioni previste per le guide, nonchè l'esercizio abusivo della professione. E' lo strumento di autogoverno riconosciuto dallo Stato che ha come fine quello di garantire la corretezza amministrativa e la qualità della professione di guida alpina e vulcanologica. Per qualsiasi comunicazione attinente esclusivamente aspetti amministrativi e giuridici della professione di guida alpina e vulcanologica vi forniamo due indirizzi di posta elettronica:

collegiogavcampania@libero.it e collegio.guide.vesuvio@pec.it

Storia eruttiva del Vesuvio

L'attività vulcanica nell' area del Somma-Vesuvio risale ad almeno 400.000 anni fa, età di alcune lave trovate in perforazioni profonde 1.345 m. La storia dell'apparato vulcanico Somma-Vesuvio è iniziata circa 25.000 anni fa di seguito le eruzioni più conosciute
  • 18 Marzo 1944
  • 16 dicembre 1631
  • 4-21 Aprile 1906
  • 24 agosto 79 d. C.

Eruzione del Vesuvio del 1944

Questa eruzione è considerata come il termine di un periodo eruttivo iniziato nel 1913. L'attività stromboliana cominciò da allora a costituire un conetto di scorie all'interno del cratere che aveva raggiunto, nel marzo del '44, un'altezza di 100 m., portando l'altezza del vulcano a 1260 m. L'eruzione del 1944, descritta in maniera dettagliata da Giuseppe Imbò, allora direttore dell'Osservatorio Vesuviano, fu preceduta da chiari segni premonitori a partire dal 13 marzo, quando si ebbe il collasso del cono di scorie presente all'interno del cratere. L'eruzione iniziò il 18 Marzo con un aumento dell'attività stromboliana e con piccole colate laviche sul versante orientale e verso Sud. Subito dopo un altro flusso lavico si riversò nell'Atrio del Cavallo e si fermò a 1,2 km da Cercola, dopo aver invaso e parzialmente distrutto gli abitati di Massa di Somma e di S. Sebastiano.Nel pomeriggio del 21 marzo iniziò la seconda fase dell'eruzione caratterizzata da fontane di lava che determinarono l'arresto dell'alimentazione lavica.

Eruzione del Vesuvio del 1631

L'eruzione, preceduta da fenomeni precursori macroscopici quali terremoti e deformazioni del suolo, cominciò alle 7 del mattino del 16 dicembre, a seguito dell'apertura di una frattura nel fianco sud-occidentale del vulcano, con la formazione di una colonna eruttiva che raggiunse un'altezza compresa tra 13 e 19 km. Nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre, e nel pomeriggio del 17 si ebbe la formazione di lahars e di colate rapide di fango, causate dalle abbondanti precipitazioni, sia lungo i fianchi del vulcano che nelle piane a nord e a nord-est. L'eruzione durò sole 48 ore e le fasi esplosive, responsabili della formazione dei flussi piroclastici, determinarono la parziale distruzione del cono del Vesuvio che si abbassò di oltre 450 m.

Eruzione del Vesuvio del 1906

E’ la mattina del 4 aprile 1906, ore 5.30 circa, da una bocca a quota 1.200 m sul versante meridionale del Vesuvio inizia a fuoriuscire una piccola colata di lava. Giuseppe Mercalli è sulla cima del vulcano e osserva preoccupato fratture radiali interessate da fumarole che si sono generate poco sopra la bocca. L’attività stromboliana del Vesuvio era sensibilmente aumentata a partire da metà marzo e le scosse di terremoto erano sempre più frequenti ed intense. Lo scienziato sospetta che tutti questi segni siano premonitori di un’eruzione esplosiva ormai imminente. E il suo sospetto si rivela fondato. E’ questo l’inizio della maggiore eruzione del Vesuvio nel 20° secolo che durerà ben 16 giorni.

Eruzione di Pompei del 79 d. C.

Il 24 agosto dell'anno 79 d.C. il Vesuvio rientrò in attività dopo un periodo di quiete durato probabilmente circa otto secoli, riversando sulle aree circostanti, in poco più di trenta ore, circa 4 Km3 di magma sotto forma di pomici e cenere. L'eruzione ebbe inizio intorno all'una del pomeriggio del 24 agosto con l'apertura del condotto a seguito di una serie di esplosioni derivanti dall'immediata volatizzazione dell'acqua della falda superficiale venuta a contatto con il magma in risalita. Successivamente una colonna di gas, ceneri, pomici e frammenti litici si sollevò per circa 15 km al di sopra del vulcano.

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