L'ascensione al cratere

 

In questa sezione ci prefiggiamo di fornirvi alcuni spunti di ricerca su un aspetto particolare della storia  del Vesuvio che ci vede maggiormente interessati, ossia quello riguardante l'escursionismo sul vulcano più famoso al mondo. In epoca moderna, infatti, già a partire dal '600, l'ascensione al cratere costituiva l'arduo obiettivo di numerosi viaggiatori, attratti dalle eruzioni e dalle bellezze paesaggistiche.

Ovviamente, in tempi così remoti gli escursionisti erano una élite, un numero ristretto che è andato poi crescendo con il passare dei secoli, fino a divenire turismo organizzato e gestito secondo regole  adeguate ai nostri tempi.

 

Esistono di certo delle motivazioni comuni che hanno spinto viaggiatori di tutte le epoche a raggiungere il Vesuvio: la vista sul golfo di Napoli, la vicinanza con i siti archeologici, con Sorrento o con la stessa Napoli, l'attività eruttiva . Tuttavia, coloro che per primi hanno 'scoperto' il valore culturale, o se vogliamo l'enorme portata evocativa del Vesuvio, in concomitanza con il rinvenimento dei siti  archeologici di Pompei ed Ercolano, hanno tratto da questa esperienza più di un motivo di riflessione e  confronto culturale.

 

I viaggiatori che nel '600 raggiungevano il Vesuvio, facevano parte di quel flusso di visitatori nordeuropei  che in quel periodo giungevano in Italia desiderosi di vedere le opere artistiche e urbanistiche proprie del Rinascimento.

Il famoso percorso del Gran Tour iniziava a Genova per poi proseguire verso sud a Firenze, Roma e  infine Napoli che costituiva con il Vesuvio la meta per così dire più esotica,ulysse nardin replica watches considerando anche il fatto  che gran parte dei forestieri  non avevano mai visto un vulcano, tanto più se in attività.

Tra il 1594 e il 1600, in occasione di lavori di scavo tesi a costruire un canale per far giungere l'acqua dal fiume Sarno a Torre Annunziata, vennero fortuitamente scoperti edifici e rovine della antica Pompei.
  Gli scavi archeologici cominciarono sotto il regno di Carlo di Borbone nel 1748 e portarono alla luce interi edifici pubblici e importanti case private; durante questo periodo le escursioni al Vesuvio assunsero una valenza culturale rilevante, poichè abbinare la visita all'antica città  con il vulcano che l'aveva distrutta significava ricreare, nell'immaginazione, una civiltà classica intesa anche come origine della nostra cultura occidentale ed europea.

 

Le forze incontrollabili della natura materializzatesi nel vulcano affascinarono intellettuali ed artisti del  '700 e del '800 che ne esaltarono il valore romantico in contrasto con il razionalismo analitico  dell'illuminismo. In questa cornice personaggi come l'ambasciatore Sir Hamilton, Wolfang Goethe, Alexander Dumas, Charles Dickens e tanti altri, hanno, in più fonti letterarie, testimoniato esplicitamente il loro stupore di fronte alla bellezza imponente del Vesuvio.

L'ascesa al cratere rappresentava il momento irrinunciabile dell'avventura,  ostacolata e a volte impedita dall'attività eruttiva; già alla fine del '700 alcuni tra i sopra citati scrittori parlano della presenza di accompagnatori-conoscitori del vulcano che guidavano, con l'aiuto di cavalli e spesso di notte, piccoli gruppi di escursionisti verso la cima.

Nel XIX sec. il fenomeno dell'escursionismo crebbe al punto che nel 1855 la Prefettura promulgò un regolamento disciplinante la figura di Guida Montana per l'accompagnamento di turisti al così detto Monte Vesuvio.
Nel 1895 il regolamento del Comune di Resina e il decreto del Prefetto di Napoli del 18 novembre riconoscevano giuridicamente la figura di Guida, dettandone i requisiti indispensabili allo svolgimento della professione e introducendo per legge l'obbligatorietà dell'accompagnamento al fine di garantire l'incolumità dei turisti.

 Con l'entrata in funzione del primo Osservatorio Vulcanologico della storia nel 1845, ebbe inizio una lunga serie di indagini sul campo miranti a sviluppare un metodo scientifico valido per la sorveglianza dell'attività vulcanica. La foto qui pubblicata ritrae Giuseppe Mercalli (1850-1914), direttore dell'Osservatorio, intento a svolgere rilievi di controllo sul bordo del cratere, assistito da una guida.
Anche per il supporto alle strutture scientifiche nazionali e non,www.toyshobby.info le guide alpine e vulcanologiche si sono in tutti questi anni prodigati in un'opera di collaborazione che gli ha valso una solida credibilità professionale.

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