La fauna

Principali specie animali presenti intorno al vulcano:

 

  • Beccaccia (Scolopax rusticola): uccello dei caradriformi lungo circa 35 cm, dal lungo e robusto becco e dal piumaggio mimetico. La beccaccia frequenta i boschi umidi, dove sonda il terreno in cerca di lombrichi e altre prede con il suo sensibilissimo becco. Nidifica al suolo.

 

  • Cardellino (Carduleis carduleis): uccello dei passeriformi lungo circa 12 cm, con la testa rossa, bianca e nera. Il cardellino vola in folti gruppi alla ricerca dei semi di cardi e altre erbe di cui si nutre.

 

  • Corvo imperiale (Corvus corax): grande corvo completamente nero, lungo fino a 70cm. Volatore e acrobata eccezionale, vive dovunque, dalla cima delle montagne al mare. Grande opportunista, si nutre di qualsiasi cibo riesca a trovare.

 

  • Picchio rosso maggiore (Picoides major): uccello dei piciformi lungo circa 23 cm, dal becco e unghie molto robusti. Il contrastante piumaggio bianco, nero e rosso lo fanno identificare facilmente. Tamburella frequentemente col becco sugli alberi per cercare le prede (bruchi di farfalle, coleotteri e altri insetti) e per segnalare la sua presenza nel territorio. Frequenta i boschi di pino, leccio e castagno.

 

  • Upupa (Upupa epops): uccello dei coraciformi lungo circa 30 cm, dal piumaggio rossiccio-avana, barrato di bianco e nero, cresta sul capo e volo ondulante "a farfalla". Si nutre di insetti, lucertole, ragni, etc.

 

  • Colombaccio (Columba palumbus): uccello dei colombiformi lungo circa 40 cm, dal piumaggio  grigio con la caratteristica fascia bianca sulle ali. Si nutre di semi, granaglie, germogli, vermi.

 

  • Poiana (Buteo buteo): uccello rapace diurno dei falconiformi lungo circa 56 cm, dal piumaggio  bruno-rossiccio. Grande veleggiatore, si nutre di piccoli mammiferi e rettili. Nidifica ovunque riesca a trovare un luogo riparato. Frequenta soprattutto i boschi del Monte Somma.

 

  • Gheppio (Falco tinnunculus): uccello rapace diurno dei falconiformi lungo circa 35 cm, dal piumaggio fulvo-cinerino macchiato di scuro. E' un ottimo cacciatore, rimane sollevato in aria controvento per avvistare le prede (lucertole, rettili e piccoli mammiferi) nella posizione dello "spirito santo". Nidifica al riparo delle pareti di roccia.

 

  • Barbagianni (Tyto alba): uccello rapace notturno dei strigiformi lungo fino a 40cm, con piumaggio macchiettato giallo oro e disco facciale cuoriforme. Non ha la vista acuta di altri rapaci notturni, ma l'udito è straordinario. Si nutre prevalentemente di roditori e nidifica molto spesso nelle costruzioni umane. Nel dialetto dei paesi vesuviani è chiamato "facciommo" (faccia da uomo), per la bianca maschera facciale.

 

  • Civetta (Athene noctua): uccello rapace notturno degli strigiformi lungo circa  20 cm, dal corto e morbido piumaggio bruno scuro macchiato di bianco, e dai grandi occhi infossati omega railmaster replica watches nel disco facciale. Nidifica nel cavo degli alberi o in edifici abbandonati; si nutre di topi, grossi insetti e piccoli uccelli. Lancia ripetutamente un grido lugubre.

 

  • Cervone (Elaphe quatuorlineata): lungo e robusto serpente dei colubridi che può raggiungere i due metri di lunghezza. E' molto agile, si arrampica, ma non è un buon corridore. Si nutre di piccoli uccelli, uova e lucertole, topi e altri piccoli mammiferi. Vive in posti rocciosi e cespugliosi; non aggressivo e innocuo.

 

  • Biacco (Coluber viridiflavus): serpente dei colubridi lungo circa 180cm, dal colore nero con strie longitudinali giallo-verdastre, non velenoso. Si nutre di lucertole e piccoli mammiferi; predilige il clima più caldo e assolato del Vesuvio.

 

  • Congilo (Chalcides ocellatus): piccolo rettile simile ad una lucertola, lungo fino ad una trentina di centimetri, di cui la metà spetta alla coda. Molto veloce e agile, si nasconde appena viene avvicinato. Fu importato dai Borbone nel parco della reggia di Portici e riprodottosi anche all'esterno.

 

  • Topo quercino (Eliomys quercinus): piccolo mammifero roditore dalla lunga coda e con una maschera nera sul muso. Parente del ghiro e del moscardino, vive nei boschi dove si nutre di noccioline, bacche e altri semi, ma non disdegna piccoli uccelli, insetti e uova.

 

  • Ghiro (Glio glio): mammifero roditore lungo circa 16cm più 13cm di coda, dalla pelliccia grigia con parti inferiori bianche. Ha abitudini crepuscolari e notturne e si nutre di semi, frutta, insetti. Subisce un prolungato letargo da ottobre ad aprile.

 

  • Moscardino (Muscardinus avellanarius): mammifero roditore lungo circa 15cm di cui 7cm di coda, dalla pelliccia fulvo-gialla. Ha abitudini crepuscolari e notturne. Si nutre di gemme, semi e insetti. Trascorre l'inverno in letargo.

 

  • Volpe (Vulpes vulpes): mammifero carnivoro dei canidi lungo circa 65cm più 40cm di coda, dalla pelliccia fulva molto folta, corpo e muso allungati, orecchie a punta. E' il più diffuso predatore italiano. Sfuggente ed elusivo, è anche estremamente adattabile. Riesce a vivere anche relativamente vicino alle strutture umane, e ne approfitta per catturare topi e altri piccoli mammiferi.

 

  • Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus): mammifero leporine dei lagomorfi lungo circa 40cm, dal pelo bruno grigio, addome e parte inferiore della coda bianchi. Molto comune in passato sul Vesuvio, considerato estinto negli anni settanta è oggi nuovamente segnalato con una popolazione di discreta importanza.

 

  • Lepre comune (Lepus europaeus): mammifero leporine dei lagomorfi lungo circa 65cm. Ha lunghe orecchie, zampe posteriori più sviluppate e robuste delle anteriori, mantello bruno-giallastro folto e morbido. Introdotta a scopo venatorio, la lepre si è ormai perfettamente adattata all'ambiente del vulcano.

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