La flora

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Principali specie vegetali presenti intorno al vulcano:

  • Pino domestico (Pinus pinea): pianta arborea sempreverde con foglie aghiformi raggruppate a fascetti; ha fiori unisessuati sullo stesso individuo e da quelli femminili si formano i coni. Impiantato a partire dal 1912 sulle lave del versante meridionale del vulcano, caratterizza il paesaggio vesuviano tra i 300 e i  900m di quota.
  • Leccio (Quercus ilex): specie termofila tipica della macchia mediterranea, si trova soprattutto sul  versante meridionale del vulcano. Come adattamento alla scarsa piovosità ed alle alte temperature  estive, il leccio ha evoluto una particolare struttura delle foglie che sono piccole, coperte da una spessa cuticola ed in grado di limitare la perdita d'acqua.
  • Robinia (Robinia pseudoacacia): pianta arborea delle papilionacee di origine americana. Alta 20 m,  spinosa, ha foglie composte, grappoli di fiori bianchi profumati e legumi per frutti. Introdotta nei  rimboschimenti del primo novecento, forma in alcune zone una fittissima boscaglia (nell'Atrio del Cavallo, nella Valle dell'Inferno e sul Somma). La sua natura infestante, la capacità e la rapidità di  crescita, la resistenza al caldo, al freddo ed alla siccità, l'hanno rapidamente trasformata in un temibile nemico per le specie autoctone.
  • Castagno (Castanea sativa): questa fagacea si presenta come un albero alto sino a 25 m, con chioma rotondeggiante e tronco massiccio. Boschi di castagno sono presenti sulle cime del Somma, verso Sant'Anastasia, Somma e Ottaviano.
  • Betulla (Betula pendula): questa specie pioniera e consolidatrice del terreno, probabile relitto delle selve vesuviane, si può osservare nell'Atrio del Cavallo, nella Valle dell' Inferno e sui Cognoli di  Sant'Anastasia sulla cresta sommitale del Monte Somma. Le sue foglie sono triangolari, con base  arrotondata e margini dentellati, la corteccia bianca si presenta con verruche alla base del tronco.
  • Ontano napoletano (Alnus cordata): pianta arborea azotofissatrice che predilige terreni freschi ed  incoerenti. Ha foglie ovato-rotonde con pagina superiore verde lucida, mentre quella inferiore è  grigia. E' presente soprattutto sul versante settentrionale del Somma che è l'ambiente più fresco  del complesso vulcanico.
  • Roverella (Quercus pubescens): è una quercia decidua tipica della fascia sub-mediterranea;  indifferente al tipo di substrato, cresce di preferenza in posizioni ben esposte. E' presente sul  versante settentrionale del Somma.
  • Acero (Acer pseudoplatanus): albero con fogliame deciduo alto fino a 30 m, con chioma  rotondeggiante verde chiaro e tronco eretto e dritto. Le foglie presentano un picciolo rossastro più lungo della lamina. Si trova sul versante settentrionale del Somma.
  • Carpino bianco (Carpinus betulus): albero con fogliame deciduo alto fino a 20 m, con chioma rotondeggianteverde lucente e tronco eretto con rami ascendenti. Le foglie sono a lamina ellittica. E' presente sul lato sud del Vesuvio e sul Somma.
  • Nocciolo (Corylus avellana): alberello, spesso arbustivo, deciduo alto sino a 7 m, con chioma globosa ed espansa di colore verde scuro. Le foglie sono a lamina da ellittica a rotondeggiante di colore verde chiaro opaco con base cuoriforme. I suoi frutti sono molto apprezzati.
  • Biancospino (Crataegus monogyna): arbusto non più alto di 3-4m, con foglie incise e lobate e rossi frutticini inspidi e farinosi, appetiti dagli uccelli. Assieme al lentisco ed al mirto costituisce il rigoglioso sottobosco tra lecci e pini.
  • Lentisco (Pistacia lentiscus): arbusto cespuglioso e ramosissimo, con foglie sempreverdi, lucide, e con un robusto apparato radicale che gli permette di vegetare anche nella più calda estate.
  • Mirto (Myrtus communis): arbusto sempreverde, alto 1 - 3 m, molto aromatico per l'alto contenuto in terpeni delle sue foglie. Queste sono lucide e di forma ovale ad apice acuto, di colore verde brillante.
  • Orchidea: nei boschi e sulle magre praterie del vulcano fioriscono, tra la primavera e l'estate, ben 23 specie di orchidee selvatiche. Le più visibili sono la Orchis maculata, la Orchis papillionacea e la Ophrys sphegodes.
  • Ginestra (Genista aetnensis, Spartium junceum, Cytisus scoparius): sul Vesuvio crescono diverse specie di ginestre, tra le quali le principali sono la ginestra dell'Etna (importata  dall'omonimo vulcano siciliano intorno al 1926 per affiancare le varietà esistenti più lente a colonizzare i suoli lavici), la ginestra odorosa e la ginestra dei carbonai. La ginestra odorosa è molto simile a quella dei carbonai, distinguendosi da questa per la quasi totale mancanza di foglie e per la diversa sezione dei rami (quadrangolare nella ginestra dei carbonai). La ginestra dell'Etna, invece, cresce sino ad assumere omega seamaster diver 300 m fake watches un aspetto arboreo (fino a 5-6m), con rami verdi giunchiformi. In associazione con le ginestre crescono l'elicriso e la valeriana rossa.
  • Valeriana rossa (Centrathus ruber): questa valerianacea cresce nelle crepe e nei detriti rocciosi. Presenta le foglie ed il fusto di un colore verde-azzurro e produce fiori rosa-rossi riuniti in corimbri.
  • Elicriso (Helichrysum litoreum): chiamato anche perpetuino, questa specie ha portamento lussureggiante e capolini sottili privi di profumo. Si trova sulle pendici sassose, sulle distese laviche e sui muri, ad altitudini comprese tra i 100 e i 1100 m circa.
  • Pteris vittata: rara felce tropicale che compare accanto alle fumarole del cratere, prediligendo quel microclima caldo e umido. Le sue fronde sono pennate e munite di peli.
  • Stereocaulon vesuvianum: lichene dall'aspetto coralloide in grado di colonizzare la lava poco dopo il raffreddamento, ricoprendola con i suoi filamenti grigio-argentei. Diffusissimo sulle colate laviche del 1944 che dal cono del Vesuvio scendono verso l'Osservatorio e Colle Umberto.

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